martedì 23 dicembre 2014

Caro Babbo Natale...

Caro Babbo Natale,

sotto l'albero vorrei trovare... Libertà...

Ma una dose massiccia eh, che non mi sazio facilmente dopo una vita a digiuno...

Poi, dato che sono stata buona e mi merito un secondo regalo... Beh vorrei qualcuno che si prendesse cura di me. Qualcuno in grado di salvarmi, qualcuno capace di portarmi via da tutto questo schifo e di farmi vivere una vita degna di essere chiamata tale.

Intanto, senza un filo di modifica sulla foto fatta frettolosamente e senza impegno (ché non sono in vena) ecco le due sciarpe e i due cappellini creati per i maschietti, Luca e Christian. Per fortuna abbiamo comprato loro anche qualcosina da scartare e con cui giocare, sono pur sempre bambini e grazie a Dio sono davvero speciali e si accontentano di poco.


Lo schema seguito è un semplice Granny Stripes, usato anche per i cappellini che però sono venuti davvero davvero male (in foto sono piegati a metà).
Un po' perché (quella stronza del)la magliaia mi ha consigliato una lana non di ottima qualità ed io come una stupida le ho dato retta e l'ho comprata, un po' perché non ho seguito uno schema ma ho fatto di testa mia e ho avuto problemi con le riduzioni, i cappellini sono  rigidi che sembrano quasi inamidati...
Le sciarpette invece, pur essendo meno morbide di quelle fatte per le femminucce in pura lana vergine merino, sono comunque carine e portabili a mio avviso, ma non perfette!

I pacchetti non ve li mostro, avevo un sacco di idee meravigliose su come confezionarle, avevo comprato ciò che mi serviva ma... non tutti sanno che a casa mia vi è la dittatura, bisogna fare ciò che esigono gli altri, i miei desideri non possono essere messi davanti a quelli di nessun altro, e la mia vita deve essere vissuta in funzione del volere altrui.

Diciamo che nel comandamento "Non esiste altro Dio all'infuori di me" mio padre ha interpretato quel "me" troppo letteralmente, e pensa di essere Dio sceso in terra e si diverte a rovinarmi la vita a suon di "Finché sei in casa mia fai quello che dico io".


La verità è che per chi fa una vita schifosa tutto l'anno, il Natale serve solo ad amplificare il tutto. Sembra una frase fatta, la dicono in tanti, ma solo chi ci sta dentro riesce a capire cosa voglia dire... Vuol dire vivere nella continua speranza che un giorno tutto cambi, e nel continuo accorgersi che invece non cambia mai niente.

A questo post disabilito i commenti, non voglio frasi di compassione né di incoraggiamento. Volevo solo sfogarmi un po'.

A domani!

Maira