mercoledì 27 maggio 2015

Lu Laùru - post ispirato

Ultimamente ho letto sui blog di Patricia Myrtilla's house, e Miki Moz o'Clock, le storie dei folletti e delle masche.

In particolare Miki ha parlato del Laùro, una credenza o leggenda molto diffusa anche dalle mie parti.

Il Laùro è un folletto alto tre palmi, col viso e lo sguardo furbo di un bambino, e un berretto a forma di cono e di colore rosso; questo folletto pare sia lo spirito della casa, e si dice si tratti di bambini morti prima di nascere o comunque prima di essere battezzati.



Nella maggior parte dei racconti il Laùro si manifesta durante il sonno, poggiandosi sul petto del malcapitato e impedendogli di respirare. Svegliandosi, bisogna provare a rubargli il cappello, in modo che lui sia disposto a dare qualcosa in cambio pur di riaverlo. Si dice proponga soldi oppure altri oggetti (coperchi, sassi), e puntualmente consegna il contrario di ciò che gli si chiede... Bisogna quindi scegliere i coperchi o i sassi per ricevere denaro, e non si deve raccontare a nessuno del dono ricevuto, in modo che il Laùro torni e lasci altri soldi.



In altri casi invece si diverte ad intrecciare le code e le criniere dei cavalli che non è possibile sciogliere in nessun modo, e se qualcuno ci riesce sarà il povero animale a pagarne le conseguenze con la morte...
Il Laùro è così dispettoso da impedire la buona riuscita del vino che invece diventa aceto, dei fichi secchi che si ammuffiscono e così via (che quella del Laùro fosse un po' la scusa?)...
In alcuni casi si divertiva anche a sporcare la casa.

Per scacciarlo bisogna tenere un cantro (scusate, è il vaso da notte che si usava in antichità) sotto il letto, o in alternativa cantare

Bonasera a GesùCristu
Bonasera alla Matonna
Bunasera allu Laùru di li casi
Cu essi lu mali e lu beni cu trasi

Buonasera a Gesù Cristo
Buonasera alla Madonna
Buonasera al Laùro delle case
Affinché esca il male ed entri il bene.

Ovviamente in italiano la rima va a farsi benedire!


Secondo la credenza popolare della mia zona, esiste anche il Laùro benigno, che aiuta a fare le pulizie, bada gli animali, munge le vacche, tosa le pecore... Quindi magari esistesse davvero!


Insomma, si tratta di credenze e leggende, spesso chi le racconta giura di aver vissuto davvero determinate storie, ma non sempre si tratta di suggestione.

Infatti la sensazione di non riuscire a respirare durante la notte potrebbe essere dovuta a paralisi notturne con apnea, il fatto vedere addirittura il Laùro magari è riconducibile ad allucinazioni ipnagogiche, o ancora le trecce e i nodi alle code e alle criniere dei cavalli, potrebbero essere dovute alla presenza nelle campagne, di un particolare bruco che mangia la criniera dei cavalli provocando nodi e intrecci.

Insomma, non è proprio tutto frutto dell'immaginazione dei nostri antenati, probabilmente hanno davvero vissuto determinate esperienze, e si sono limitati a ricamarci un po' su :)



In ogni caso vi vorrei lasciare con una simpatica storiella di cui si ricordano i miei. A loro la raccontavano i rispettivi nonni...


Narra le vicende di una famigliola composta da marito, moglie, tre figli e una nonna, non si sa se fosse la mamma di lui o di lei. Vivevano tutti quanti in una modesta casa in campagna.
Ogni notte ricevevano la sgradita visita del Laùro, che non faceva altro che prendersi gioco della nonna e degli altri componenti.
Infatti i bambini si ritrovavano ogni mattina senza le coperte, sentivano il solletico sotto i piedi e si alzavano con i capelli pieni di nodi.
La nonna non prendeva pace perché il Laùro si divertiva a tirarle la treccia che usava per fare il tuppo (lo chignon).
Moglie e marito invece vedevano il Laùro saltare tutta la notte sul letto, e quel dispettoso al mattino faceva ritrovare tutta la casa in disordine.
Anche al bestiame non andava meglio, al mattino le galline erano sempre fuori dal recinto, le vacche avevano le code intrecciate l'una con l'altra, i cani erano stanchi e sporchi.
Esasperati marito e moglie decisero di cambiare casa. Quando diedero la notizia al resto della famiglia, tutti quanti udirono una vocina che canticchiava Ce bellu, ce bellu, sta sciamu alla casa nova!!! - Che bello, che bello, stiamo andando alla casa nuova!
Non vollero credere alle loro orecchie e si organizzarono per il trasloco. Dopo vari viaggi con un vecchio traino per portare la roba da una casa all'altra, arrivò il momento di abbandonare definitivamente la vecchia casa.
Salirono tutti quanti sul traino e si diressero verso la nuova casa. Quando erano a metà strada, la moglie fermò il marito urlando Vicié, turnamu angretu, la scopa m'agghiu scurdata! - Vincé, torniamo indietro, ho dimenticato la scopa!
E si sentì una vocina che gridò Noni Cuncé, non da retta, l'agghiu pigghiata iu! - No Concé, non ti preoccupare, l'ho presa io!


Un'altra versione invece racconta che circa a metà strada la famiglia incontrò lu cumpari (il testimone di nozze o il padrino del battesimo) che vedendoli, disse Cumpà, ma do sta sciati tutti sobbra allu traìnu? - Compare, dove state andando tutti sopra al traino?
E la vocina Zittu cumpà, sta scasamu, dà non ci putiumu stà chiui ca era divintatu n'infernu! - Non ne parliamo compare, stiamo traslocando, lì non potevamo più stare perché era diventato un inferno!



Ok lo so, così non fa ridere, ma raccontata in dialetto e con enfasi è tutta un'altra storia :) E poi sinceramente questo folletto mi piace anche, mi sta simpatico :)

Questo post non ha un perché, ma mi piaceva l'argomento :)

A presto,

Maira

14 commenti:

  1. I racconti non devono per forza avere un perché, basta offrire agli altri la piacevolezza di leggerli. Grazie Maira per la storiella che si tramanda dalle tue parti e che non conoscevo. :))

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  2. Maira mia, sapessi come adoro queste storie magiche di folletti, streghe,riti magici e affini...mi intrigano veramente e sono arrivata al fondo sperando ancora che non terminasse...
    Chissà che non venga a volte a trovarmi questo folletto dispettoso, troverebbe nelle mie raccolte tanti amici, chissà magari potremmo entrare in confidenza senza vaso da notte....!ahahha
    Un bacione serale!

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    1. Grazie Nella... Anche a me piacciono queste storie... Beh dato che proprio ti piacerebbe incontrarlo te lo auguro... Mi raccomando, alla larga il vaso da notte :)

      Maira

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  3. Da noi si chiama 'u munacedd' ...però per il resto è pari pari al laùro!

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    1. Siii avevo letto che si chiamasse in modi diversi in altre zone d'Italia...

      Maira

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  4. Maira come mi piacciono le storie dei folletti, mi fanno tornare bambina :)
    Ho letto tutto d'un fiato.
    Grazie.

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    1. Grazie Daniela, piacciono tanto anche a me!

      Maira

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  5. Maira, grazie per la citazione e per aver scritto questo post fighissimo.
    La storiella che tu hai raccontato la sapevo anche io, raccontata in Puglia, con la ura (il lauro) che annuncia "casa nuova, casa nuova!" :)

    Moz-

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    1. Si, sicuramente dipende dalla zona della Puglia, nel foggiano si chiama la ura, nel brindisino laùro... Ma insomma, sempre lì siamo :)
      Grazie a te invece per l'ispirazione :) mi è piaciuto molto raccontare del laùro...

      Maira

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    2. Sì, infatti io sono foggiano^^
      Comunque in estate, sul mio blog, si parlerà molto di questi argomenti^^

      Moz-

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    3. Sisi lo sapevo :)
      Comunque non vedo l'ora di leggere post di questo genere, mi affascinano molto!

      Maira

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  6. Quante cose si imparano! Che meravigliosa faccenda le tradizioni popolari:)

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