mercoledì 23 dicembre 2015

Buone Feste!!!

Penso ormai da giorni a frasi adatte per augurarvi delle buone feste...

Devo dire la verità, non sono più tanto brava con le parole, non scrivo più lettere né bigliettini spassionati per accompagnare i regali.
Faccio male, lo so, ma non ne ho proprio il tempo, a volte mi manca proprio l'ispirazione!
E poi io sono molto timida (non si direbbe, eh?), e guardare in faccia qualcuno mentre legge ciò che io ho pensato per lui, mi mette in profondo imbarazzo.

Oggi poi ho ricevuto un pensiero da un cliente, mio ex professore.
Insieme al regalino c'era anche un biglietto.



Non so se si legge bene, c'è scritto:

Torre S.S. dic 2015                                                    

                                                     Vedendoti al lavoro viene da
                                                     avere fiducia nel modo in
                                                     cui la nostra scuola prepara i
                                                     suoi alunni.
                                                     Tanti auguri a te e
                                                     alla tua famiglia.


Beh, mi sono commossa. Non sono una dalla lacrima facile (noooo), ma sapere che qualcuno che mi ha vista crescere (avevo 14 anni quando per la prima volta sono stata sua alunna) e mi apprezzava come studentessa ora mi apprezzi anche nel mio lavoro, mi fa uno strano effetto, bello... Mi ricorda che sono una persona in gamba, e che lo sono sempre stata (W LA MODESTIAAA!!!).


Per questo mi sono ricordata quanto sia bello, talvolta, ricevere un bigliettino d'auguri. Diventa più importante del regalo stesso. E forse dovrei ricominciare anch'io, tempo permettendo.

Eh si, perché quest'anno mi sono ridotta proprio all'ultimo momento, non sono stata molto brava con i regali: budget ridotto e poco spirito natalizio (sfido voi ad avere spirito natalizio con sei stipendi arretrati e casa sottosopra per via di un prossimo trasloco) mi hanno trasformata nella versione obesa del Grinch.

Alle mie due amiche, Xheni e Maria, ho comprato degli orecchini simili ma di colore diverso. Li ho comprati da un'amica artigiana con le manine d'oro, anzi ne approfitto per lasciarvi il link della sua pagina Facebook NonSonoCaramelle. Li avevo adocchiati già da un pezzo, e giuro che mi sarei picchiata a sangue perché non porto gli orecchini pendenti (non mi stanno affatto bene). Poi ho pensato che sarebbe stato bello regalarli a loro che di sicuro sono molto più alla moda di me e gli orecchini pendenti li portano con più naturalezza...
Purtroppo non ho una foto degli orecchini perché Ilaria (così si chiama la dolcissima ragazza che si nasconde dietro il nome di NonSonoCaramelle) mi ha anche fatto delle graziose e semplici confezioni regalo...
Ilaria è spumeggiante, simpatica, piena di energia e di passione. La conosco ormai da qualche anno, e ogni volta che passo a trovarla durante i mercatini a cui partecipa, ha sempre il sorriso stampato in faccia, un sorriso che mi fa sentire a mio agio con lei, come se ci conoscessimo da una vita intera...
Insomma, fate un salto sulla sua pagina e seguitela anche se, mannaggia sua, pubblica su Facebook solo un decimo di ciò che produce!!!

A mio fratello ho comprato una cintura. So che gli serve perché ne ha una che gli regalai anni fa e si ostina ad usarla nonostante sia tutta rovinata.
A mia madre ho comprato un pigiama nuovo, di quelli in pile bello caldo, mentre a mio padre ho comprato una bottiglia di Vecchia Romagna, perché lui è un tipino tutto particolare, allora sono andata sul sicuro (non è un ubriacone però, eh :D ).
A mio suocero la scheda SD per il cellulare, mentre ai nostri nipotini e ai figli dei nostri cugini ci ho pensato ormai tempo fa, durante una gita a Santa IKEA.

Insomma, tutti regalini di pochi euro come avrete visto, tranne che quello di Nico a cui ho regalato il cellulare per il compleanno che è stato il 6 Dicembre, e per forza di cose glielo farò valere anche per Natale (vorrei prendergli o fargli qualcos'altro di simbolico, ma sono a corto di soldi, di idee e di tempo).

E per tutti gli altri? Beh, a tutti gli altri farò regali gastronomici, che poi sono quelli che preferisco...
Purcidduzzi (sembrano struffoli ma non lo sono), biscottini alla cannella, omini di pan di zenzero, biscottini al miele, semplici biscotti occhio di bue con marmellata di prugne, limoncello e marmellate.

Io cosa vorrei?
Vorrei pomeriggi, serate e perché no, anche nottate, passate a giocare a Monopoli, a Uno, a Tombola, con persone sorridenti che per una serata sono in grado di lasciarsi i problemi alle spalle.
Vorrei che Nico fosse libero una di queste sere per goderci un po' la magia del Natale, ma così non sarà, e comunque ringrazio il Signore che lavori.



Oh, ma non avrò parlato abbastanza?
Volevo solo augurarvi buone feste, e invece guardate che scompiglio!
Vi ringrazio tutti, ma non perché mi seguite e leggete le mie cavolate, nooo (non solo)!!!
Vi ringrazio anche per le risate che mi fate fare, per le cose che ci raccontiamo...
Vi ringrazio perché ci siete...


Maira

venerdì 11 dicembre 2015

Dobbiamo parlare

Udite udite, nelle ultime due settimane ho guardato dei film al cinema. Da sola.

Strano - starete pensando - questa è disperata, non ha una lira, come avrà fatto ad andare per ben due volte al cinema in due settimane, dato che non ci va nemmeno una volta l'anno?

Essì, anche voi avete ragione. Ma che ci volete fare, anch'io delle volte ho delle botte di culo, e fortuna ha voluto che il teatro dove lavora Nico riaprisse anche come cinema in via del tutto sperimentale (data la presenza di una multisala a Brindisi), e quindi finché dura io me la godo.

La prima settimana hanno dato "Loro chi?", e come una stupida me lo sono perso perché, pensate un po', mi sono messa a chiacchierare con la mia amica lì all'entrata, e non mi sono accorta che era finito il primo spettacolo e che fosse già iniziato il secondo. Il fatto che non abbia notato la "mole" di gente uscire dal teatro e l'altra entrare, vi fa capire quanto abbia incassato quella sera il nostro povero, vecchio cineteatro.

Insomma, film perso.

La seconda settimana non mi sono fatta fregare, e sono entrata al primo spettacolo...

Proiettavano "Dobbiamo parlare".



Devo dire la verità, ero scettica su questo film.

Rubini ha girato ben due film a Mesagne, dove sono nata e vivo. Uno, ambientato proprio nel mio comune nel 2006, La Terra, di nuovo con Fabrizio Bentivoglio ed Emilio Solfrizzi; l'altro invece è ambientato in comuni della provincia brindisina, ma alcune scene sono girate a Mesagne, ed è L'uomo nero del 2009, con Valeria Golino, Riccardo Scamarcio e Margherita Buy.

Per forza di cose (proiezioni gratuite e il lavoro estivo di Nico) li ho guardati, e devo dire che a mio parere non erano poi dei gran capolavori, li ho trovati noiosi quindi sono andata a guardare questo film pensando "Mah, è gratis e lo guardo, mal che vada esco dalla sala, non ci perdo nulla. D'altronde se già i precedenti erano noiosi, immagino questo che si svolge praticamente in un salotto con soli quattro attori!".

E invece sono rimasta piacevolmente sorpresa, sapete?

Vanni e Linda sono una coppia di scrittori. Hanno una relazione e convivono ormai da anni.
Alfredo e Costanza invece sono due medici, cardiochirurgo lui, dermatologa lei, sposati.
Due coppie (e quattro personalità) completamente diverse tra loro, che si frequentano da anni e si considerano amici.
Sarà davvero così? Lo scopriranno in una notte un po' diversa dal solito, a casa di Vanni e Linda.
Ognuno si mostrerà per ciò che è davvero, amori e dissapori verranno a galla, in uno spogliarsi continuo dalle proprie maschere, dalle proprie bugie.

Io l'ho trovato un film geniale e la cosa che più mi ha colpito sono stati i dialoghi. In quelle parole ho incontrato un'altra me che non esiste quasi più, quella che quando si incazza ti sputa addosso così tante cose che ha sempre pensato e non ti ha mai detto, da farti sentire una merda.
Ecco, quella Maira ora non esiste quasi più, perché ho imparato a dire SEMPRE ciò che penso, a non tenermi pesi sullo stomaco.
Esperienza personale a parte, davvero ho amato questo film per i dialoghi.


Su MyMovie leggiamo "Dobbiamo parlare, di primo acchito, ci fa pensare all'espressione di chi ci annuncia un confronto serio e preoccupante, come spiegano anche i materiali di lancio del nuovo film di Sergio Rubini. Ma se leggiamo la frase in altro modo, "dobbiamo" può anche diventare sinonimo di "siamo costretti a", "non possiamo fare altro che", quindi nel senso di "parlare è il nostro dovere". 

Io la penso diversamente. L'ho letto come un invito a parlare, a parlarsi, un consiglio spassionato. Come se nel titolo fosse racchiusa la morale del film, un po' come accade nei finali delle favole.

Dobbiamo parlare per curare i nostri rapporti, per coltivare amori e amicizie che non rappresentino solo una facciata, ma la vera essenza di noi stessi. A cosa serve covare rancori, dedicarci falsi sorrisi?
Serve a vivere, a trascinarci dietro relazioni di cui non siamo contenti.
Questo ci rende tristi e arrabbiati dentro.
Poi scoppiamo e mandiamo tutto all'aria.

Invece dovremmo parlarci, chiarire subito, per ricominciare con l'animo pulito e senza rancore.

Ecco, questo secondo me vuole dirci questo film, i protagonisti alla fine sembrano sussurrarci all'orecchio "non fare come noi".

Il mio personaggio preferito? Linda. Mi identifico molto in lei, ovviamente non del tutto.

Insomma, questa pellicola (che poi ormai le pellicole non esistono più :'( ) esprime in maniera totale ciò che penso, e lo stile di vita a cui mi sono convertita da qualche anno: DOBBIAMO PARLARE.


Maira